SHAREWOOD – Gli adventure traveller e la sharing economy

Dall’idea ai fondi. Il percorso di Piercarlo Mansueto, CEO e Founder di Sharewood

Sharewood è una community di viaggiatori che condivide attrezzature sportive. Mette in connessione i proprietari di bici, sci, tavole da surf e tantissime altre cose con i viaggiatori che ne necessitano. In più, offre la possibilità di conoscere persone con la medesima passione, pronte a condividere tutti quei consigli utili che soltanto i “locals” conoscono. Si tratta di un’autentica manna dal cielo per ben 100 milioni di adventure traveller europei – nata a luglio 2015 e online da Gennaio 2016 – che ad oggi si è strutturata con un team di 7 persone e un’offerta presente in 11 regioni italiane, 300 prodotti in Portogallo e in prossima espansione in Finlandia, UK e Belgio.

In principio era Sharing Economy ma, passo dopo passo, questa startup si è fatta notare, arrivando a vincere la prima edizione di Startup Italian Open che si è tenuta a Firenze in occasione del BTO – Buy Tourism Online, con la collaborazione di Phocuswright Europe e Travel Appeal.

Piercarlo come sei passato dall’idea ai fatti?
Per prima cosa, avendo adottato il metodo LEAN startup, siamo scesi per strada, da luglio a dicembre 2015, per fare indagini di mercato e per chiedere agli sportivi: «noleggeresti attrezzatura sportiva da altri utenti in rete?». Abbiamo contattato un migliaio di persone già nel primo mese e ci siamo sorpresi del fatto che l’88% si sia dichiarato disponibile. Siamo quindi tornati in strada per chiedere anche all’altro lato, quello di chi noleggia, se avrebbe messo la sua attrezzatura a disposizione di altri utenti in rete e il 92% era più che propenso.

Ma dalle parole ai fatti – si sa – le cose cambiano. Così Piercarlo ci racconta che con il suo team ha organizzato tre eventi a Milano, Cervinia e San Foca nel Salento. Gli invitati erano i Wooders (i noleggiatori) e gli Explorer (i consumatori finali) e la proposta era: scambiatevi le attrezzature e divertitevi. Così è stato, tutti si sono divertiti e oggi sono membri onorari della community di Sharewood.

Arriviamo ai fondi, come sono arrivati?
Innanzitutto ho investito io per primo, sia economicamente che rinunciando a prospettive all’estero. Il primo investitore ha creduto nell’idea senza il benché minimo dato, ha creduto in me, nelle rinunce che ho fatto. Una volta mi ha detto che gli bastava guardare quanto lavorassi ogni giorno, eppure non c’era nulla, assolutamente nulla, a parte l’idea.

Con i primi fondi è iniziato lo sviluppo della piattaforma, appoggiandosi ad un team di developer partner. Poi è stata la volta del concorso Edison Pulse dove Sharewood è arrivata in finale con altre 5 start up, scelte tra oltre 3000 candidate, e ha vinto il premio di 65.000 €.

Nel mezzo sono entrati un secondo e un terzo socio-investitore, che oggi ricoprono il ruolo rispettivamente di CTO e Sport Manager. «Vogliamo solo soci operativi, non c’è spazio per investitori passivi» – ha tenuto a precisare Piercarlo, «oggi i nostri soci-investitori sono anche le colonne portanti dell’azienda».

Come crescono i wooders (noleggiatori) e quali strumenti mettete a loro disposizione?
Sharewood cresce sempre in maniera naturale, non abbiamo mai fatto campagne a pagamento.
Per quanto riguarda gli strumenti, i nostri Wooders possono gestire prenotazioni e chat dal Back-end. In generale sono molto attivi e rispondono velocemente. Se ci sono rallentamenti o problematiche il nostro customer care è sempre attivo su Facebook.

Qual è il vostro modello di business?
Ci appoggiamo a Stripe che invia contemporaneamente il denaro ai Wooders e la commissione a noi di Sharewood.
La commissione è del 15% e viene applicata solo sul prezzo dei noleggiatori/wooders. Differentemente da Airbnb che la applica sia all’Host che all’ospite.

I numeri in un anno
Prodotto: 5000 attrezzature caricate in cinque nazioni (Italia, Portogallo, Finlandia, UK e Belgio)
Visite: 53.000 visite da Gennaio a Novembre 2016.
Conversione media: 2,26%, quella relativa alle attrezzature è del 10%.
Prenotazioni: più di 1200 transazioni a buon fine.
La spesa media del cliente è di 35 € a transazione.

I prossimi passi
La ‘copertura’ in Italia non è ancora completa, ma siamo presenti in tutti i luoghi strategici e quello che manca verrà coperto a breve. Vogliamo consolidare il mercato italiano e concentrarci sull’espansione in Europa.
Dal punto di vista della domanda Sharewood vuole acquisire lo 0.7% del mercato in 4 anni. Anche per quanto concerne l’offerta, l’obiettivo è estrarre lo 0.7% da un bacino di 17 miliardi di attrezzature vendute, in 5 anni.

Sharewood su Crowdfundme.it
Dopo poche settimane dal lancio della campagna di crowdfunding su crowdfundme.it l’idea di Piercarlo Mansueto ha già raggiunto lo score, raccogliendo 100K ovvero il 130% della campagna ormai in overfunding.
I capitali raccolti verranno investiti per:

  • Consolidare il mercato italiano acquisendo sempre più Wooder ed Explorer
  • Lanciare il sito sul mercato finlandese
  • Sviluppare la app per smartphone
  • Ampliare il team

I nostri auguri a Piercarlo e a tutto il Team di Sharewood.

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